Mag 292019
 

Nei primi tre mesi del 2019 le partite Iva sono aumentate del 7,9% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, e ne sono state aperte 196.060. La distribuzione per natura giuridica mostra che il 77% delle nuove aperture è stato aperto da persone fisiche, il 18,5% da società di capitali, e il 3,5% da società di persone. La quota dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” rappresenta invece complessivamente l’1% del totale delle nuove aperture. Rispetto al primo trimestre del 2018 vi è stato un notevole aumento di avviamenti per le persone fisiche (+14%), dovuto alle crescenti adesioni al regime forfetario, mentre le forme societarie presentano significativi cali, -17,2% per le società di persone e -8,5% per le società di capitali.

Più della metà delle nuove aperture a regime forfetario

A quanto si legge nell’Osservatorio Mef (Ministero dell’economia e delle finanze), nel periodo in esame 104.456 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari a più della metà del totale delle nuove aperture (53,3%), con un aumento di adesioni di ben il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’andamento è influenzato dalle modifiche normative introdotte con la legge di bilancio 2019, che ha elevato a 65.000 euro il limite di ricavi per fruire del regime forfettario con l’introduzione anche di alcune agevolazioni contributive per coloro che aderiscono. Tali modifiche hanno quindi avuto un duplice effetto: da un lato hanno determinato un aumento complessivo delle aperture di partita Iva, dall’altro una ricomposizione delle aperture a favore della natura giuridica di persona fisica e a sfavore delle forme societarie.

Attività professionali, il settore con il maggior numero di aperture

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 45% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22% al Centro e quasi il 33% al Sud e nelle Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno 2018 mostra un generalizzato incremento di avviamenti, di cui i più notevoli in Valle d’Aosta (+26,9%), Calabria (+16%) e Liguria (+12,6%). Solamente in Abruzzo si registra una lieve flessione (-1,8%).

In base alla classificazione per settore produttivo, le attività professionali risultano il settore con il maggior numero di aperture, con il 20,2% sul totale, seguito dal commercio (17,8%) e dalle costruzioni (9,1%). Tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione, nelle attività professionali e nei servizi alle imprese. Gli unici settori con calo di avviamenti sono l’agricoltura (-4,9%) e l’alloggio e ristorazione (-2,1%).

Il 45,7% delle nuove aperture avviato da giovani fino a 35 anni

Relativamente alle persone fisiche, riferisce Adnkronos, la ripartizione di genere mostra una sostanziale stabilità (maschi al 62,1%). Il 45,7% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 32,2% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il +39,3% della classe più anziana. Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 14,7% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.

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