Nov 132017
 

Aiuto, anche scegliere cosa mangiare sta diventando un’operazione che richiede competenze da 007. Già, perché sono sempre di più le insidie e i pericoli per la salute nascosti dentro carne, pesce, ma anche integratori e frutta secca. L’allarme arriva dal dossier Coldiretti ”La classifica dei cibi più pericolosi” presentato al Forum dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo.

Dalla Turchia la gran parte degli alimenti a rischio

Giusto per stare tranquilli, l’analisi riporta che sono 2.925 gli allarmi scattati nell’Unione europea, con la Turchia che è il paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276). Alle spalle la seguono la Cina (256), l’India (194), gli Stati Uniti (176) e la Spagna (171). Nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce, in aumento del 5% nel primo semestre del 2017, mentre sono quasi 2 milioni i chili di pistacchi arrivati dalla Turchia che ha esportato in Italia anche quasi 3 milioni di fichi secchi e 25,6 milioni di chili di nocciole che rientrano nella lista nera per elevato rischio.

Il podio della black list

I primi tre gradini del podio della lista nera alimentare sono occuparti, nell’ordine, da il pesce spada e il tonno dalla Spagna inquinato da metalli pesanti, dagli integratori e i cibi dietetici con ingredienti non autorizzati dagli Stati Uniti e dalle arachidi dalla Cina contaminate da aflatossine cancerogene. Al quarto posto della classifica si trovano i peperoni  provenienti dalla Turchia che – spiega la Coldiretti – ha fatto registrare contaminazione oltre i limiti consentiti di pesticidi,  mentre preoccupante è la situazione della frutta secca, come i pistacchi provenienti dall’Iran e i fichi secchi dalla Turchia, che sono rispettivamente al quinto e sesto posto, entrambi fuori norma per la presenza di aflatossine, considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Seguono le carni di pollo provenienti dalla Polonia, che sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge, in particolare di salmonella.

E in Italia?

La Coldiretti rassicura: l’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media Ue (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%).

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