Giu 172019
 

“Sette giovani medici su dieci potrebbero andarsene dall’Italia nei prossimi anni, attratti da stipendi più congrui, da condizioni di lavoro migliori, da una qualità della vita più elevata”, dichiara Gabriele Gasparini, vicepresidente della Fondazione Ars Medica. I medici italiani sono in crisi, e allora, sognano di fuggire verso il prepensionamento, all’estero, o verso il privato. La conferma arriva dal sondaggio sulla crisi della Professione medica condotto dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Venezia. L’indagine è stata condotta su un campione di 498 medici e odontoiatri volontari, per il 64% uomini e per il 60% con oltre 55 anni, per lo più dipendenti (35%), convenzionati (29%), liberi professionisti (24%), ma anche in via di inserimento professionale, e pensionati.

A percepire il disagio soprattutto i più giovani

Quasi tutti i medici e gli odontoiatri intervistati ritengono che la loro professione sia in crisi (92%). In particolare, sono soprattutto i più giovani a percepire tale crisi: il 96% tra gli under 40, e il 93% sotto i 55 anni. Tuttavia, coloro i quali si trovano nel pieno della carriera manifestano un disagio maggiore. Il 60% dei 41-55enni infatti è molto d’accordo con l’affermazione. Inoltre, la crisi della professione medica è avvertita più dalle donne che dagli uomini.

Prima causa, l’eccessiva burocratizzazione

L’eccessiva burocratizzazione, riporta Askanews, viene individuata quale prima causa della crisi della professione medica, soprattutto dagli iscritti più maturi. Inoltre, più della metà di medici e odontoiatri attribuisce una significativa responsabilità ai vincoli della medicina amministrata e all’inadeguato finanziamento del SSN. Per un giovane medico su tre, pesa la difficoltà di relazionarsi con il paziente. La quasi totalità dei medici (91%) ritiene che le modalità oggi richieste nello svolgimento della professione influiscano negativamente sulla vita privata. Ma l’apice del disagio si riscontra nella fascia anagrafica centrale (41-55 anni).

Il 71% di chi ha meno di 40 anni sogna di scappare all’estero

Ma come reagire a questo disagio? Il 71% di chi ha meno di 40 anni sogna (47%) o ha già pianificato (14%) la fuga verso l’estero. Non è così, come era prevedibile, per gli over 55. Anche il prepensionamento però è un’idea che si potrebbe concretizzare a breve per quasi il 23% degli iscritti over 55. Con riferimento alla classe anagrafica centrale (41-55 anni), il 23% degli intervistati si dichiara disposto a ritirarsi anticipatamente dal lavoro, se la normativa lo consentisse, mentre il ritiro anticipato dal lavoro è una possibilità ancora lontana soprattutto per le donne (51%).

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