Mar 012018
 

Il popolo dei vegetariani in Italia è in aumento. La conferma arriva dal Rapporto Italia Eurispes 2018. Se negli ultimi cinque anni il numero dei vegetariani ha avuto un andamento altalenante,  erano infatti il 6,5% nel 2014, il 5,7% nel 2015, il 7% nel 2016 e il 4,6% nel 2017, ora il 6,2% del campione intervistato si dichiara vegetariano. Crescono quindi coloro che hanno optato per una scelta vegetariana, ma diminuiscono quanti si dichiarano vegani: dal 3% del 2017 allo 0,9% nel 2018. Risultati che fanno pensare a un’alternanza fra periodi di vegetarianesimo e di veganismo, e periodi di ritorno a un’alimentazione tradizionale.

Ormai però in quasi tutte le mense scolastiche è prevista la possibilità di fare richiesta per menu alternativi, e dal portale di recensioni Tripadvisor emerge che su un totale di 225.490 ristoranti recensiti in Italia il 23,4% propone menu vegetariani, e il 17,2% vegani.

Vegetariani, vegani, ma anche crudisti e fruttariani

Anche più che vegetariani. Fra chi si dichiara vegetariano o vegano, molti affermano di seguire anche regimi alimentari ancora più stringenti. In particolare, il 32,1% dichiara di associare a questo tipo di diete anche un’alimentazione crudista, ovvero il consumo di cibi non sottoposti a cottura, il 23,1% segue un’alimentazione fruttariana, prevalentemente (o esclusivamente) di frutta, mentre solo il 12,8% aderisce alla paleo-dieta, che prescrive un ritorno alle origini in tema di alimentazione.

Una scelta di salute e di rispetto per gli animali

La maggior parte di chi ha deciso di seguire una dieta green lo fa perché convinto degli effetti positivi sulla salute (38,5%), il 20,5% per amore e rispetto nei confronti degli animali, mentre il 14,1% per mangiare meno e meglio. Solo il 3,8% è mosso principalmente da valutazioni sull’impatto ambientale, o dalla sola curiosità (3,8%). Ed è dopo i 65 anni di età che si fa strada in modo più marcato l’idea che rinunciare a carne e pesce faccia bene alla salute (60%), mentre il rispetto nei confronti degli animali è all’origine del cambio di dieta soprattutto per i 25-34enni (40%).

Una strada difficile? Solo per chi viaggia

Se la maggior parte (60,8%) dei vegetariani e dei vegani italiani afferma di non trovare alcuna difficoltà nel reperire i prodotti vicino casa o nelle mense dei luoghi di lavoro (44%), nel 73,6% dei casi mangiare in aereo, treno, nave e sulle autostrade diventa un problema. Ma anche ai ricevimenti di cerimonie, feste o eventi (67,6%). O, a sorpresa, al ristorante/bar (55,4%).

Gli italiani sono però divisi fra chi attribuisce al veganismo un’accezione positiva (50,6%) e quanti ne rilevano soprattutto gli aspetti negativi (49,4%). A giudicare in maniera positiva il veganismo sono i più giovani, mentre il 30,3% la ritiene una scelta estrema e radicale. E il 19,1% afferma che questo stile di vita spesso è accompagnato da fanatismo e intolleranza.

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