Set 062017
 

Era il 2003 quando H&M, marchio svedese di abbigliamento, entrava nel mercato italiano ridefinendone i contorni. Di colpo alcuni brand storici dell’abbigliamento made in Italy apparivano un po’ vetusti per collocazione di mercato, come nel caso di Benetton (posizionato su una fascia di prezzo non proprio popolare) oppure con brand percepiti come tradizionalisti, come nel caso di Conbipel. L’imprenditoria italiana è però riuscita a produrre adeguate contromosse, seguendo la strategia di H&M legata a una qualità media dei capi, proposti però in una formula di tendenza, e a punti vendita aperti in posizioni strategiche, come centri commerciali e centri storici cittadini.

In Campania, terra dove genio e creatività spesso s’incontrano insieme a una sana dose di spregiudicatezza, sono nate negli ultimi decenni aziende di abbigliamento nuove per filosofia e proposte. Senza la pretesa di un elenco esaustivo, un fantastico poker viene a configurarsi pensando ai brand Alcott, Clayton, Cotton & Silk e Piazza Italia, tutti nati nella regione campana. Il primo è detenuto dal Gruppo Capri insieme al marchio Gutteridge, e i dati riferiti al 2013 testimoniavano un fatturato  di oltre 155 milioni di euro, in crescita del 38,7%. Nata nel 1988 con l’idea di offrire un prodotto di tendenza a prezzo democratico, Alcott ha ora un flagship store a Milano (via Torino) e la forza necessaria per aprire punti vendita perfino in Regno Unito. Anche Clayton, marchio di proprietà di Essemoda, ha in programma l’apertura di nuovi negozi, che saranno almeno una ventina l’anno. Nel frattempo è pronta una piattaforma e-commerce che consente di vendere in 25 diversi paesi europei, e questa forza di fuoco dovrebbe consentire un fatturato intorno ai 70 milioni di euro nel corso del 2017.

Cotton & Silk punta esclusivamente all’abbigliamento uomo, seguendo la linea “elegant syle & casual fashion” attraverso oltre 100 punti vendita sparsi per l’Italia, ma è Piazza Italia a presentare i dai migliori in termini di fatturato. L’azienda è portatrice di una sfida originale, cioè quella di pensare alla moda della gente comune, magari rinunciando a quel tocco moderno sfoggiato dai tre marchi sopracitati e spingendo, invece, su un invidiabile rapporto qualità prezzo. Il tentativo di essere percepiti come trendy è comunque ricercato attraverso l’advertising classico, dove in passato si è scelta Belen Rodriguez come testimonial. Altre campagne, tuttavia, hanno puntato sull’idea di “family fashion”, indirizzando l’offerta a diversi target e seguendo un’idea di moda che riguarda tutti. Così Piazza Italia nel 2016 ha superato i 500 milioni di euro di fatturato, contando su una cinquantina di store sui mercati internazionali: Est Europa, ma anche Arabia Saudita e Tunisia.

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