Ott 142019
 

Il 71% degli italiani considera molto importante l’impegno a fare qualcosa di concreto per il proprio territorio. Magari con piccoli gesti quotidiani. E a chi obietta che questo non fa la differenza, perché servono scelte politiche a livello nazionale e globale, gli italiani rispondono schierandosi dalla parte dei giovani dei Fridays for future: il 77% degli italiani sostiene infatti la necessità di intervenire in prima persona, altrimenti “le cose non cambieranno mai”.

Secondo una ricerca commissionata a Doxa da Ichnusa, e condotta su un campione rappresentativo delle 20 Regioni, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Calabria sono le tre Regioni nelle quali si raggiungono i livelli più alti di ottimismo, con percentuali superiori all’80%. In Trentino e in Basilicata, invece, si raggiungono i livelli più alti di chi pensa di non fare abbastanza per la terra in cui vive.

Cambiare alcune abitudini quotidiane

Il 67% dei nostri connazionali dichiara di impegnarsi in prima persona, e il 17% sostiene di fare qualcosa di concreto in questa direzione quasi tutti i giorni, con punte molto sopra la media nel Lazio, in Campania e in Abruzzo. Il 50% invece dichiara di farlo spesso, e in Lombardia si arriva al 62%.

Ma in che modo impegnarsi per il proprio territorio? La grande maggioranza degli italiani (73%, ma superano l’80% l’Emilia-Romagna, la Liguria e la Lombardia), punta a cambiare alcune delle proprie abitudini quotidiane. C’è invece chi preferisce concentrarsi sulla salvaguardia ambientale (37%, ma si sfiora il 50% in Campania, Calabria e Lazio) e chi invece sceglie iniziative di aiuto sociale (24%), con Lazio e Basilicata molto sensibili a questo tema.

Dalla riduzione dei consumi energetici alle scelte plastic-free

Nel concreto 7 italiani su 10 si impegnano in una corretta gestione dei rifiuti, riporta Askanews, sono attenti al risparmio dell’acqua (67%), con attenzione crescente alla cosiddetta economia circolare, adottata dal 60% dei nostri connazionali. Grande attenzione (60%) anche per la riduzione dei consumi domestici di elettricità, per l’acquisto di cibo locale (53%), per la riduzione dell’utilizzo di mezzi inquinanti (51%), e della plastica (45%). Più contenuti gli esempi di chi sceglie di utilizzare carta riciclata e mobili in legno certificato, di piantare alberi, fare l’orto, o installare pannelli fotovoltaici, ma anche partecipare a iniziative locali di raccolta rifiuti in spiagge/spazi verdi/boschi.

Serve l’aiuto di istituzioni, aziende e associazioni

Un ruolo da facilitatori di questi cambiamenti secondo gli italiani lo ricoprono principalmente due attori. Al primo posto, per il 73% del campione, ci sono le istituzioni, dal governo alla regione alle amministrazioni locali. Al secondo posto, le aziende sensibili al tema legate al territorio (56%), che si posizionano prima delle associazioni di volontariato locale (48%) e delle associazioni ambientaliste (45%).

 

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