Mag 312018
 

Enea promuove il passaggio dalla discussione teorica sulle smart city alla sua applicazione pratica. E con il primo Tavolo di Convergenza Smart City and Community l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha l’obiettivo di favorire una riorganizzazione dei processi di gestione dei contesti urbani e territoriali in chiave digitale.

L’iniziativa, alla quale partecipano i principali attori del processo nazionale d’innovazione urbana, coinvolge, tra gli altri, Presidenza del Consiglio, Consip, Confindustria Nazionale e Agenzia per l’Italia Digitale.

Realizzare un percorso di trasformazione smart dei contesti urbani e territoriali

“Nello sviluppo di queste nuove realtà cittadine è fondamentale condividere un linguaggio comune per individuare, gestire, elaborare e valutare quei dati strategici alla gestione delle infrastrutture fornitrici dei principali servizi urbani”, spiega Nicoletta Gozo, ricercatrice Enea della Divisione Smart Energy.

Si tratta quindi di sviluppare e condividere modelli gestionali, standard, protocolli di trasmissione, specifiche tecniche, piattaforme e indicatori di prestazione per realizzare un percorso di trasformazione dei contesti urbani e territoriali, riporta Askanews. E il progetto Convergenza Nazionale Smart City and Community, è “un punto di partenza fondamentale per l’avvio del processo di innovazione e rigenerazione urbana in chiave smart”, aggiunge  Gozo.

Come rendere città e territori più smart?

“Città e territori – continua Gozo – diventano smart se si consolida una stretta collaborazione tra i principali attori dei processi gestionali e d’innovazione urbana e il mercato nella sua eccezione più ampia. Modelli gestionali, specifiche tecniche, standard e protocolli oltre che strumenti, azioni e tecnologie abilitanti contribuiscono a delineare il percorso, una vera e propria roadmap verso la smart city, con un kit di supporto agli amministratori, cioè una sorta di ‘cassetta degli attrezzi’ nella quale si possono trovare gli strumenti utili per il comune coinvolto”.

La maggior parte delle città gestisce ancora i servizi strategici in assenza di condivisione

Oggi la maggior parte delle città gestisce i servizi strategici come illuminazione, acqua, elettricità e gas, rifiuti e mobilità tramite le cosiddette utility in modo del tutto autonomo. Ma in “assenza totale di condivisione – sottolinea Gozo – e valorizzando poco la strategicità della grande quantità di dati potenzialmente in loro possesso”.

Il percorso tracciato da Enea “si preannuncia quindi lungo e complesso – continua Gozo – e si articolerà attraverso una roadmap di cui si iniziano a intravedere i primi passi”.

E un primo passo è costituito da SmartItaly Goal, il primo documento programmatico della roadmap nazionale.

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