Ott 132017
 

I videogiochi sono divertenti, lo sanno tutti. Per i bambini, poi, rappresentano un’attrazione irresistibile e spesso sono i compagni delle ore pomeridiane. Però un eccesso di tempo trascorso davanti ai videogame o agli schermi in generale potrebbe compromettere, e anche in maniera seria, la vista dei più piccoli. A darne la conferma con uno studio scientifico pubblicato su una prestigiosa rivista medica è proprio un’equipe di oculisti italiani, che per la prima volta parla di “una vera e propria Sindrome da videogiochi”.

I segnali da non sottovalutare

In base allo studio, ripreso anche dalle maggiori agenzie di stampa italiane, i segni che qualcosa non va sono evidenti. Mal di testa, tic palpebrali, diplopia transitoria e vertigini, assenza di stereopsi fine (capacità di percepire la profondità di campo) e comparsa di vizi di refrazione (astigmatismo, miopia, ipermetropia), soprattutto nell’occhio dominante, sono i problemi più frequenti riscontrati nei bambini di età compresa tra i tre e i dieci anni che trascorrono molte ore alle prese con i videogiochi.

Le probabile relazioni tra videogame e vista

La ricerca condotta dagli oculisti italiani ha esaminato proprio il possibile rapporto tra esposizione ai videogiochi e schermi in generale e insorgenza di problemi visivi nei bambini di età compresa tra la prima infanzia e l’età scolare. L’equipe ha esaminato 320 bambini (159 maschi e 161 femmine) che usano videogiochi. Tutti i pazienti, di età compresa tra 3 e 10 anni, sono stati reclutati in un’unità ambulatoriale accreditata dal Servizio sanitario nazionale. Due i gruppi esaminati in base al tempo medio giornaliero trascorso ai videogiochi: meno di 30 minuti al giorno e non tutti i giorni, (gruppo di controllo) e più di 30 min/giorno, ogni giorno (gruppo videogioco). Ogni gruppo a sua volta è stato diviso in due sottogruppi, in base al tempo in cui utilizzavano TV, PC, tablet, smartphone per più o meno di 3 ore al giorno.

I risultati della ricerca

“I segni riscontrati frequenti e peculiari nel gruppo videogioco evidenziano che ci troviamo di fronte a una autentica sindrome visiva da videogiochi che stiamo studiando per una migliore definizione medico-clinica. È importante riconoscere questi sintomi come possibili disturbi funzionali per evitare interventi diagnostici (risonanze magnetiche) e terapeutici (prescrizione lenti) errati. D’altra parte è bene che i genitori siano a conoscenza dei rischi che corrono i bambini durante l’uso dei videogiochi per il loro sistema visivo” ha dichiarato alla stampa Caterina Rechichi, del Servizio sanitario nazionale di Reggio Calabria.

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