Rc auto per la famiglia. Risparmi, ma non per tutti

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Feb 212020
 

L’Rc Auto familiare è entrata in vigore il 16 febbraio. La nuova normativa consente a un nucleo familiare di assicurare tutti i veicoli usufruendo della classe di merito migliore presente all’interno del nucleo. Iniziano quindi a diffondersi le stime su quanto una famiglia possa risparmiare, e Segugio.it, la piattaforma di comparazione assicurativa, ha calcolato i risparmi potenziali per chi ha diritto a usufruirne. A causa della differenza di prezzo tra il premio assicurativo di veicoli assicurati in classe 1 e quelli in classe 14, si può risparmiare oltre il 50%. Il prezzo ottenibile assicurando un veicolo in classe 1 dipende però non solo dalla classe stessa, ma anche da come la si è ottenuta. Se ad esempio è frutto di applicazione del decreto Bersani, esteso dall’Rc familiare, il differenziale di prezzo/sconto scende rispetto al 52,3% medio.

Per i giovani con un mezzo in classe 1 il 38,4% in meno rispetto alle classi 11-18

“Si nota infatti – spiega Segugio.it – che i giovani con età uguale o inferiore ai 24 anni che assicurano un mezzo in classe 1, avendo evidentemente usufruito del decreto Bersani, pagano il 38,4% in meno rispetto ai loro coetanei nelle classi 11-18, segno del fatto che le compagnie di assicurazione, pur riconoscendo uno sconto ai giovani in classe 1, tengono anche conto della limitata esperienza di guida di questi soggetti”. Inoltre, nel caso di un mezzo nuovo che si avvale della classe Bonus-Malus di un mezzo in classe 1 (la casistica di sconto massimo), si avranno anche passaggi di un numero inferiore di classi, che inevitabilmente beneficeranno di uno sconto inferiore.

Abilitato il trasferimento di classe Bonus-Malus fra mezzi di tipo diverso

La nuova Rc familiare, continua la nota, abilita il trasferimento di classe Bonus-Malus fra mezzi di tipo diverso, ad esempio da auto a moto, riporta Adnkronos.

“Pur trattandosi di una fattispecie nuova – continua Segugio.it – è ragionevole presumere che le compagnie di assicurazioni saranno ancora più prudenti nell’applicazione degli sconti riferiti a mezzi diversi e che richiedono competenze e stili di guida completamente diversi”.

“Ci aspettiamo che per i nuclei familiari o singoli interessati dalla manovra – commenta Emanuele Anzaghi, vicepresidente di Segugio.it – lo sconto medio applicato sarà realisticamente del 10%-20%”.

Gli sconti applicati penalizzeranno chi della manovra non può beneficiare

“Va anche detto che l’Rc familiare renderà la classe Bonus-Malus ancor meno significativa di quanto non sia già oggi, posto che l’83,5% dei contratti sono già in prima classe – dice Anzaghi -. È anche ipotizzabile che gli sconti applicati penalizzeranno chi della manovra non può beneficiare, e quindi nuclei/singoli con un solo mezzo, o che abbiano già allineato le classi di merito con il decreto Bersani. Si tratta in sostanza di un gioco a somma zero, in cui i consumatori dovranno essere molto vigili approfittando dello sconto, laddove possibile, e cercando opportunità di risparmio attraverso le promozioni che vengono concesse in caso di cambio di compagnia se non si ricade nella casistica”.

La crisi dei camici bianchi, 7 medici su 10 a rischio fuga nei prossimi anni

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Giu 172019
 

“Sette giovani medici su dieci potrebbero andarsene dall’Italia nei prossimi anni, attratti da stipendi più congrui, da condizioni di lavoro migliori, da una qualità della vita più elevata”, dichiara Gabriele Gasparini, vicepresidente della Fondazione Ars Medica. I medici italiani sono in crisi, e allora, sognano di fuggire verso il prepensionamento, all’estero, o verso il privato. La conferma arriva dal sondaggio sulla crisi della Professione medica condotto dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Venezia. L’indagine è stata condotta su un campione di 498 medici e odontoiatri volontari, per il 64% uomini e per il 60% con oltre 55 anni, per lo più dipendenti (35%), convenzionati (29%), liberi professionisti (24%), ma anche in via di inserimento professionale, e pensionati.

A percepire il disagio soprattutto i più giovani

Quasi tutti i medici e gli odontoiatri intervistati ritengono che la loro professione sia in crisi (92%). In particolare, sono soprattutto i più giovani a percepire tale crisi: il 96% tra gli under 40, e il 93% sotto i 55 anni. Tuttavia, coloro i quali si trovano nel pieno della carriera manifestano un disagio maggiore. Il 60% dei 41-55enni infatti è molto d’accordo con l’affermazione. Inoltre, la crisi della professione medica è avvertita più dalle donne che dagli uomini.

Prima causa, l’eccessiva burocratizzazione

L’eccessiva burocratizzazione, riporta Askanews, viene individuata quale prima causa della crisi della professione medica, soprattutto dagli iscritti più maturi. Inoltre, più della metà di medici e odontoiatri attribuisce una significativa responsabilità ai vincoli della medicina amministrata e all’inadeguato finanziamento del SSN. Per un giovane medico su tre, pesa la difficoltà di relazionarsi con il paziente. La quasi totalità dei medici (91%) ritiene che le modalità oggi richieste nello svolgimento della professione influiscano negativamente sulla vita privata. Ma l’apice del disagio si riscontra nella fascia anagrafica centrale (41-55 anni).

Il 71% di chi ha meno di 40 anni sogna di scappare all’estero

Ma come reagire a questo disagio? Il 71% di chi ha meno di 40 anni sogna (47%) o ha già pianificato (14%) la fuga verso l’estero. Non è così, come era prevedibile, per gli over 55. Anche il prepensionamento però è un’idea che si potrebbe concretizzare a breve per quasi il 23% degli iscritti over 55. Con riferimento alla classe anagrafica centrale (41-55 anni), il 23% degli intervistati si dichiara disposto a ritirarsi anticipatamente dal lavoro, se la normativa lo consentisse, mentre il ritiro anticipato dal lavoro è una possibilità ancora lontana soprattutto per le donne (51%).